Avverbiamente – Avvertenze

Scrivere un libro ci vuole pazienza e tempo, ma non basta battere sulla tastiera e dare sfogo alle emozioni. Esistono tecniche, studi, ricerche. Tra le altre cose, ci sono parole che andrebbero evitate o aggirate. Attenzione: non bandite, ma da usare nel giusto modo.
In questo articolo vorrei concentrarmi sugli avverbi che terminano con –mente. Tanto amati dagli neo-scrittori, ma in realtà abbastanza sgradevoli.
Perché? Andiamo a vederlo.

Le parole che terminano con “mente” sono belle, sembrano altisonanti. Scrivendole, sembra dare tono al testo. Ma non è così.
Abilmente
Veramente
Giustamente
Onorevolmente
Sono tutti termini pesanti, che può stancare il lettore. Non è necessario toglierli tutti ma sarebbe il caso di ridurli il possibile. Basti pensare che una frase funziona allo stesso modo senza di queste.

Non sto dicendo assurdità, come molti potrebbero pensare. Stephen King stesso non ne usa, consigliando di diminuirli al possibile poiché uno tira l’altro. Alcuni autori li limitano solo ai dialoghi, perché nel parlato li usiamo. Altri ancora cercano di eliminarli del tutto, come il grande King.

“Io credo che la via per l’inferno sia lastricata di avverbi e sono pronto a salire sui tetti per gridarlo a tutti.”

Stephen King, On Writing

Lascio un esempio, sempre con Helene di “Erkalya – L’alba Del Caos”:

“Helene era piacevolmente colpita dal fatto che Andrael chiedesse permessi per vederla. Non lo faceva mai di nascosto, sarebbe stato veramente sgradevole per la sua carriera. Rispettava severamente gli ordini senza dimenticarsi di lei.”

Ora, vediamo questo pezzo senza gli avverbi:

“Helene era colpita dal fatto che Andrael chiedesse permessi per vederla. Non lo faceva mai di nascosto, sarebbe stato sgradevole per la sua carriera. Rispettava gli ordini senza dimenticarsi di lei.”

Come si può vedere, il testo è più scorrevole e meno pesante. Se non si vuole toglierli, si potrebbe optare per aggirarli, la mossa più semplice.

“Helene era rimasta colpita con piacere dal fatto che Andrael chiedesse permessi per vederla. Non lo faceva mai di nascosto, sarebbe stato piuttosto sgradevole per la sua carriera. Rispettava con severità gli ordini senza dimenticarsi di lei.”

La soluzione più giusta, però, sarebbe quella di sostituirli in qualche modo, aggirando le parole che non sono necessarie. Si può optare per un Show, Don’t Tell, volendo.

Helene sorrise, aveva gli occhi che brillano vedendo Andrael dopo tanto tempo. Il Cavaliere le andò incontro sventolando il permesso per la giornata libera.
«Grazie», disse lei accogliendolo con un abbraccio. «Mi fa piacere che tu non sia fuggito per vedermi.»
Andrael ricambiò l’abbraccio, dicendole: «Lo sai che ogni momento lontano da te è una tortura, ma non posso rinunciare alla carriera per un giorno di libertà.»
Helene annuì comprensiva. “Sono felice che non metta mai in gioco la sua carriera solo per vedermi”.

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