Editoria in Italia

Un esordiente, per pubblicare, deve aver molta fortuna se lo vuole fare in maniera seria. Le prime a rispondere sono le case editrici a pagamento, che pubblicano chiunque senza nemmeno leggere i libri che gli vengono proposti. Ne ho già parlato in questo blog.

Le piccole case editrici free pubblicano gratis, ma non tutte offrono il servizio di correzione di bozze, alcune chiedono all’autore di pagarsi l’editing del testo. Questo, a mio dire, fa parte di una branchia dell’editoria a pagamento.

Anche i piccoli editori rispondono a pochi perché il costo di una pubblicazione è oneroso ed è un rischio pubblicare uno sconosciuto, seppur bravo, perché potrebbe non contribuire alla promozione oppure non aver la fortuna di emergere. E, comunque, pagano poco. Le royalties variano dal 5% al 11%, se si è fortunati.

Un altro tipo di editoria è come quella della Book a Book che pubblica libri tramite il pre-order. Se il libro selezionato vende in anticipo un certo numero di copie, allora il libro sarà effettivamente pubblicato. Se non raggiunge la quota, invece, si stampano solo le copie ordinate e fine della storia. Questo preclude la pubblicazione con altre case editrici, siccome alcune non vogliono che il testo proposto sia stampato nemmeno con la stampante di casa.

E molti piccoli editori, comunque, chiudono vista la crisi. l’Italia è un popolo pigro, legge poco preferendo i romanzi rosa e gli erotici. Questo non favorisce il mercato dell’editoria. Forse, pubblicare in lingua straniera, potrebbe essere la soluzione?


Per quanto riguarda l’autopubblicazione è un buon strumento, ma usato da troppi sedicenti scrittori e un lettore fa un salto nel vuoto ad acquistare un libro prodotto in self perché potrebbe essere un capolavoro curato dall’inizio alla fine, oppure un’accozzaglia di parole ammassate su svariate pagine e poi messe in commercio, senza nemmeno chiedere il supporto di un correttore. Basti pensare che nell’auto produzione nessuno ha pensato di investire sull’autore, dicendo che vale e mettendoci la faccia (il logo della casa editrice). Alcuni editori preferiscono pubblicare solo digitale: hanno meno spese.


Per quanto riguardano i libri, sono più venduti i digitali rispetto ai cartacei, anche se la pirateria ci sguazza su queste cose.

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